CYBER-PARRUCCHIERI

Argenta - Portomaggiore

CYBER-PARRUCCHIERI

Cyber-Parrucchieri
New York, 2128 dC
Mark era di ritorno dal lavoro sulla sua vecchia auto ad idrogeno, in città era l’unico a possederne ancora una. Quel giorno l’uomo era sovrappensiero: alla sede centrale della Johnson robotics il suo team di ingegneri specializzati in robotica stava sviluppando un nuovo prototipo di robot parrucchiere, purtroppo i primi test eseguiti dal gruppo sull’adroide non stavano avendo esiti positivi, il primo robot aveva avuto un cortocircuito mentre lavava il cuoio capelluto del manichino adibito al test, mentre il secondo ebbe un problema al potente processore, che gli fungeva da cervello, e rasò a zero metà della testa del malconcio manichino, che era rimasto arso dal malfunzionamento del primo Robot.
Ora Mark era arrivato a casa, dove la moglie lo attendeva pazientemente per la cena che aveva amorevolmente cucinato per festeggiare il suo compleanno.
Nonostante questo l’uomo era rimasto pensieroso, ma dopo che la moglie gli offrì qualche buon bicchiere di Vino, che conservavano in cantina per le occasioni speciali, tutti i pensieri gli si levarono dalla testa. Dopo la cena i due si sedettero su un vecchio divano, molto probabilmente infestato da termiti, accesero la televisione, posizionarono la maschera per la realtà aumentata e avviarono un antico film che parlava di una enorme nave (che in questi tempi si potevano ammirare solamente nei pochi musei che erano resistiti alla grande guerra nucleare avvenuta nel 2020) che attraversando l’oceano Atlantico sbattè contro un ice-berg (anche questi non erano più presenti sulla terra da un secolo circa a causa del riscaldamento globale). Dopo la fine della visione la coppia si trasferì a letto dove Mark ebbe un sonno tormentato dai pensieri sui robot che erano riaffiorati nella sua mente.
I due consorti si svegliarono all’alba e l’uomo si concedette un bicchiere di acqua aromatizzata al caffè dove aveva sciolto un integratore di caffeina (le macchinette per caffè erano possedute solo dai più benestanti, mentre le “moke” erano possedute solo da pochi fortunati, che l’’avevano ricevuta in eredità da lontani parenti).
Salì sulla sua vecchia auto americana che la gente osservava disgustata perché non era ancora passato a una macchina orientale (regione che deteneva il monopolio sul mercato automobilistico) e si diresse al lavoro; quel giorno i test procedettero magnificamente e per diversi mesi ogni giorno che passava andava meglio del precedente.
Trascorsero vari mesi di sperimentazioni e alla fine i robot vennero mandati in produzione: fu un grande successo, molti dei più famosi saloni ne acquistarono uno così come molte importanti personalità, estrefatti dall’eccellente funzionamento di questo prodotto.
Annah (è così che si chiamava la moglie di Mark) non era però convinta del funzionamento di questi umanoidi; così per dimostrare alla moglie l’ottima qualità di questi droidi Mark, un anno dopo il lancio sul mercato, decise di portarla in azienda per un primo taglio di prova.
Sua moglie non ancora convinta accettò di provare un solo taglio, così salirono sulla nuova auto orientale che Mark si era comprato grazie agli ingenti guadagni che l’invenzione gli aveva portato, e si diressero in fabbrica.
Durante il viaggio Mark elogiò il nuovo processore che egli stesso aveva sviluppato che consentiva all’androide di provare emozioni e di poter creare discorsi completi coinvolgendo il cliente.
Arrivarono in fabbrica, la moglie si sottopose al taglio, il robot sembrava umano osservando le espressioni del viso che il gruppo aveva accuratamente sviluppato per farlo sembrare più simile ad un parrucchiere in carne ed ossa.
La donna si rivelò al gruppo di ingegneri, che insieme si misero tutti a ridere dell’orrendo taglio di capelli che il robot aveva fatto alla donna, ella si infuriò e lasciò Mark solo scappando in lacrime tra le persone che continuavano a ridere di lei.
Il gruppo dopo vari studi sull’androide scoprì il vero motivo per cui aveva eseguito questo pessimo taglio alla donna: la gelosia che il robot provava verso Anna. Il robot era innamorato di Mark.

-Edoardo Negrini

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